Opportunità

Aversa, piazza Bernini, oggi

18-03-2010 13:03:47

25908_107204309299440_100000296137593_178840_6808245_n.jpg

Mi hanno mandato su Facebook questa foto scattata oggi ad Aversa: spiega meglio di tante parole i presunti miracoli del “Governo del Fare”.

Un mio manifesto della campagna elettorale del 2008 è scampato alle affissioni per le regionali: di “Politica Differenziata”, nella mia terra, ce n’è proprio bisogno…

Politica Differenziata: attività 2009

02-12-2009 18:05:39

 ”Questi otto mesi di attività come responsabile legalità per il Pd sono stati soprattutto una straordinaria occasione per provare a cambiare le cose. Nella mia terra e nel mio Paese. In Parlamento, al fianco delle persone, reti e associazioni che ogni giorno si impegnano con determinazione e coraggio contro le mafie.

Per dire con chiarezza quello che i cittadini si aspettano: trasparenza, fiducia, cambiamento.

C’è moltissimo lavoro da fare, che spetta a tutti noi. A me, che certamente continuerò in ogni modo possibile il mio impegno, a noi, come cittadini italiani. Alla politica, soprattutto, troppo spesso timida e inconcludente nell’affrontare i problemi…”

Scarica qui “Politica Differenziata 2009″

PER CHI NON SUONERA’ LA CAMPANELLA…

08-09-2009 19:26:38

  

Per qualcuno l’estate è il momento del riposo, il momento per ricaricare le pile,  per arrivare pronti a una nuova stagione di impegni e di lavoro.

Per alcuni, no.

Per alcuni agosto è un mese di attesa snervante, accanto al telefono che deve squillare e che sembra non squillare mai. E’ la vita dei precari della scuola, che da anni, alcuni di loro da più di dieci anni, passano l’estate in attesa della chiamata che comunica l’attribuzione di un incarico annuale.

Un anno di lavoro, un anno di stipendi, in qualunque scuola, magari anche molto lontana da casa. Un anno di lavoro dopo esperienze maturate nella precarietà, tante energie investite che servono soprattutto a fare punteggio, per scalare infinite graduatorie verso l’incarico a tempo indeterminato.

Fa davvero impressione pensare che a fare questa vita sono le stesse persone a cui noi affidiamo i nostri figli. Sono educatori, professori, insegnanti di sostegno, tecnici di laboratorio, personale amministrativo, sono coloro che con la propria capacità e la propria professionalità possono cambiare la vita dei ragazzi e delle ragazze, dare loro una possibilità nel mondo, guidarli alla scoperta di passioni e interessi.

Domani andrò a trovare gli oltre 800 precari della provincia di Caserta, che da giorni manifestano con un sit in il dramma che stanno vivendo: la chiamata non è arrivata e dopo l’estate li attende un lungo, lunghissimo inverno, senza poter contare su nessun tipo di ammortizzatore sociale.

Bisogna battersi e ottenere risposte dal Governo per fermare i tagli devastanti messi in campo, che non colpiranno “soltanto” i 150.000 posti di lavoro in meno, ma anche la qualità della scuola, con la perdita di laboratori, indirizzi, sperimentazioni, con classi più numerose e cattedre vacanti.

“Aprire una scuola è chiudere una prigione”, diceva Victor Hugo. Mai parole più appropriate per il futuro dell’Italia e di terre come la Campania e la provincia di Caserta..  

LA SFIDA DEL CAMBIAMENTO. CON DARIO, INSIEME PER IL PD.

31-07-2009 10:22:47

        Il 14 ottobre 2007 milioni di italiani si sono messi in movimento e insieme hanno dato vita al Partito Democratico. Con le primarie e le elezioni politiche abbiamo visto quanti altri con noi hanno raccolto la sfida del cambiamento, di apertura della nostra società e della politica, di rottura degli schemi rigidi e anacronistici del nostro paese.
Al tempo stesso abbiamo constatato come quel consenso non fosse una cambiale firmata in bianco, ma una fiducia da riconquistare e alimentare di giorno in giorno.

Per farlo serve un partito che sia al servizio dell’Italia e degli italiani, di tutti gli italiani. L’esatto contrario, cioè, della politica di divisione sociale e di difesa del corporativismo che porta avanti il governo Berlusconi.

L’Italia ha bisogno di uno sviluppo economico nuovo, che faccia crescere tutto il paese senza giocare sulle sue divisioni. Ha bisogno di mobilità sociale e di un sistema di welfare inclusivo, capace di rispondere alle nuove esigenze del mondo del lavoro e tutelare le nuove fasce di povertà e di insicurezza, a partire da quella del lavoro precario. Ha bisogno di investire sul merito e sul talento, attraverso il ruolo fondamentale della formazione, dell’università e della ricerca, della conoscenza come motore dello sviluppo e dell’innovazione.

L’Italia ha bisogno di scelte lungimiranti. Come, di fronte alla crisi economica, Obama in America ha proposto un’idea nuova di sviluppo che fa leva sulla green economy, sul futuro e la solidarietà nazionale, così in Italia il Partito Democratico deve mettere in campo una visione coraggiosa e nuova della società: aperta, giusta, libera, solidale.

Perché questa visione sia credibile, serve coerenza nei comportamenti e nell’azione di governo e amministrazione della cosa pubblica. Solo con la coerenza tra le parole che diciamo ed i comportamenti che mettiamo in atto, riusciremo ad aggregare tutti quegli italiani che sono già in campo, in prima persona, a partite da quelli che – spesso in solitudine - in questi mesi si sono opposti alle disastrose politiche del governo. Dal mondo della scuola ai pensionati, dai dipendenti alle piccole e medie imprese, c’è un’Italia che ha bisogno di risposte, che ci chiede e vuole costruire nuove risposte.

Per fare tutto questo, per vincere la sfida del cambiamento, dobbiamo costruire un partito radicato che risponda alle nuove esigenze della società. Non c’è contrapposizione tra partito delle primarie e partito strutturato. La rete dei circoli, per quanto fragile, ha tenuto in piedi il partito in questi mesi. Le Feste democratiche e de l’Unità sono vissute come momenti e spazi collettivi, politicamente caratterizzati ma aperti a tutti e “interessanti” per tutti. Dobbiamo pensare i nostri circoli come luoghi utili alla collettività, dove ragionare di politica ma anche in cui trovare risposte concrete, momenti di socializzazione e servizi utili.
 Dobbiamo valorizzare il loro lavoro e renderlo possibile, dando loro strumenti, attenzione e rappresentanza reale, non solo “compiti” da svolgere. Dobbiamo mettere a frutto lo strumento delle primarie, farne occasione di confronto politico vero, aperto e trasparente, e meccanismo di promozione della classe dirigente, fuori da ogni logica di cooptazione.
Ma soprattutto il PD deve darsi una nuova identità, una nuova appartenenza che superi le vecchie. Ci sarà un partito strutturato e radicato, solo quando il PD smetterà di essere un partito di ex, ma avrà costruito una nuova compiuta identità democratica. Quando arriveremo ad essere tutti, semplicemente, democratici.

Due anni fa abbiamo iniziato un cammino collettivo che ha dato vita al primo grande partito di questo secolo.
 A noi stessi e all’Italia abbiamo promesso una nuova stagione. Oggi, e’ Dario Franceschini ad incarnare questa idea. In questi pochi, difficili mesi alla guida del partito, e’ stato capace di dare unità al partito, di usare parole chiare e compiere scelte nette e coraggiose. Dovrà continuare a farlo, dovremo aiutarlo a continuare a farlo, con determinazione e coerenza.  
Tanti giovani dirigenti di partito, amministratori, parlamentari ed esponenti della società civile, sono impegnati a sostenere la candidatura di Dario. E’ la generazione che sta già “facendo” il PD, il suo presente e non solo il suo futuro. Con Dario Franceschini, con l’impegno diretto di tanti di noi, possiamo dare gambe al percorso del PD e costruire un futuro per il nostro partito e per il nostro paese.
  Vinicio Peluffo, Federica Mogherini, Pina Picierno, Andrea Causin, Francesco Ori, Leonardo Impegno, Luca Rizzo Nervo, Daniela Sbrollini, Giuseppe Lupo, Federica Fratoni, Daniele Giordano, Chiara Braga, Andrea Catena, Stefano Fancelli, Michele Fina, Benedetta Squittieri,Antonio Iannamorelli, Brenda Barnini, Marianna Bartolazzi, Alessio Beltrame, Giorgia Beltramme, Romano Benini, Massimo Bettin, Caterina Bini, Tommaso Bori, Michele Brisighelli, Marco Campagna, Leonardo Cappellini, Francesco Casini, Elisa Cavalli, Pasquale Centin, Francesco Comi, Matteo Corbo, Diego Crivellari, Giacomo D’Arrigo, Carmine De Blasio, Efisio De Muru, Natale Di Cola, Massimiliano Dolce, Marino Fardelli, Caterina Ferri,Rocco Fiore, Luca Fioretti, Pierluigi Fontana, Federico Frigato, Giovanni Lattanzi, Gianluca Lioni, Emanuele Lodolini, Luigi Madeo, Loris Marchesini, Dario Marini, Paolo Masini, Simone Morelli, Luciano Nobili,Ubaldo Pagano, Mattia Palazzi, Luigi Petti, Linda Pieragnoli, Alessandro Pieroni,Alessandro Pinciani, Francesca Puglisi,Andrea Ranalli, Enzo Reda, Pierluigi Regoli, Stefano Rimini, Matteo Rossi, Fabio Santoro, Francesco Scoppola, Monica Torchio, Sara Valmaggi, Francesco Verducci    Per Aderire: insiemeperilpd@libero.it Gruppo Facebook: “LA SFIDA DEL CAMBIAMENTO”  

Due proposte di legge per il volontariato dei giovani

16-04-2009 18:36:10

Come possiamo vedere anche in questi giorni, la realtà dei giovani del nostro Paese è molto diversa da quella che i media lasciano trasparire: veniamo spesso descritti come una generazione senza valori e senza ideali, incapace di impegnarsi, ma i dati parlano di tante ragazze e tanti ragazzi che dedicano con passione il proprio tempo al prossimo.

È così che ho deciso di presentare due proposte di legge che vanno di pari passo: il riconoscimento istituzionale della Giornata Nazionale del Servizio Civile, per dare forza a un’esperienza unica in Europa che coinvolge ogni anno migliaia di giovani e l’attribuzione del Premio Nazionale Angeli del Fango, dieci borse di studio per dieci protagonisti di storie d’impegno e solidarietà.

Vai alle relazioni introduttive:
Istituzione della Giornata nazionale del servizio civile e del volontariato dei giovani
Istituzione del premio annuale “Angeli del Fango-Premio nazionale ai giovani volontari”

L’immagine è stata presa in prestito qui.

Xenofobia di massa?

02-03-2009 11:23:32

imm_primopostthumbnail.jpgVenerdì scorso sono stata invitata a Pomeriggio Cinque per un piccolo approfondimento, mi è stato detto, sul tema dei matrimoni misti.
Naturalmente si voleva mettere in luce alcuni aspetti delicati, anche in seguito ai tragici fatti di cronaca, di violenze su mogli e figli ad opera di uomini stranieri di religione musulmana.

A discuterne con me, due giornaliste del Corriere della Sera e del Giornale.
Ho guardato un po’ di dati sul fenomeno della violenza domestica e dei matrimoni misti e il quadro che subito mi sono trovata davanti era chiaro: due temi ben distinti, uno, la violenza domestica ai danni delle donne, che non ha bisogno certo della diversità culturale per scatenarsi. L’altro, quello dei matrimoni misti, come un intreccio di opportunità e difficoltà, sia all’interno del nucleo familiare, sia all’esterno, nel processo, difficile e ben poco sostenuto, dell’integrazione.

Ho ribadito ciò che diciamo da sempre: certezza della pena, fare emergere la violenza domestica che troppo spesso non viene denunciata, rilanciare il processo di integrazione attraverso modifiche alla legge sulla cittadinanza, più integrazione.

La reazione che ho scatenato mi ha sconvolto e spaventato: una signora dal pubblico si è subito affrettata a dire che lei è contraria ai matrimoni con musulmani, perché sono diversi. L’editorialista de Il Giornale mi ha risposto che il problema è ben altro, riguarda l’incompatibilità dell’islam con i nostri valori e che lo stato deve mettere al sicuro le nostre donne. La giornalista del Corriere metteva l’accento sui problemi derivanti dai conflitti interreligiosi all’interno della coppia, con parole comunque appropriate e sobrie.

Il pubblico, mentre replicavo sulla necessità di non generalizzare con affermazioni dal sapore razzista, si è scatenato in un’ondata di fischi e grida di disapprovazione. Sono andata avanti, spiegando che gli immigrati che lavorano forniscono un decimo del PIL italiano.

Naturalmente non li ho convinti.

Cosa sta succedendo nel nostro Paese?
Serve una reazione democratica, prima che la deriva del razzismo e della paura prenda piede approfittando di tutte le nostre insicurezze. I media non stanno facendo la loro parte.

Tagliano pure il Servizio Civile

22-11-2008 21:36:02

imm_primopostthumbnail.jpgIl drastico taglio delle risorse per il servizio civile nazionale, 42% in meno, è un colpo durissimo a un’esperienza importante di servizio in favore della comunità e di costruzione della cittadinanza nei giovani.

Troppo spesso le ragazze ed i ragazzi del nostro Paese sono etichettati con giudizi ingenerosi e senza appello.
Certamente essere giovani in Italia non è facile. Viviamo in un paese affaticato, stanco, divorato dall’ansia, dall’insicurezza, dalla paura, in cui il tessuto sociale dà forti segni di cedimento. E credo che dovremmo lavorare  esattamente su questo, sui legami sociali allentati e sulle agenzie educative. Troppo spesso i ragazzi non vengono coinvolti, stimolati, aiutati ad essere cittadini attivi e responsabili.

Eppure la nostra generazione vede anche tante storie di impegno straordinario in favore della comunità, esperienze di riscatto, di generosità e di coraggio.
Fra queste storie, molte nascono da piccole esperienze, come il servizio civile.

Il servizio civile gode da anni di moltissimo successo tra tanti ragazzi, che scelgono volontariamente di trascorrere un anno della propria vita dedicandosi ad attività di solidarietà, di impegno civile. Nel 2007 sono stati 50.000 i ragazzi coinvolti in tutta Italia.

Certamente il servizio civile avrebbe bisogno di una riforma, per essere più efficiente e più significativo come esperienza di vita per i giovani. Ma è indubbio che tagliare drasticamente le risorse è una scelta incomprensibile, che mette a repentaglio l’esistenza stessa di questa opportunità.
Una scelta doppiamente controproducente poiché per ogni euro di denaro pubblico investito ci sono ritorni per 2 euro.

Insomma, questo Governo sceglie di tagliare anche su strumenti necessari per favorire una cittadinanza responsabile.
In epoca di bullismo non è certamente una scelta lungimirante!

L’Onda della Speranza

04-11-2008 00:21:35

imm_primopostthumbnail.jpgLa marea tranquilla che in queste settimane ha invaso le strade e le piazze, con lezioni all’aperto, assemblee, manifestazioni, è una grandissima lezione di democrazia: ragazze e ragazzi insieme a maestre, insegnanti, bambini e famiglie fianco a fianco in un movimento colorato, pacifico, del tutto autonomo, in difesa del ruolo che l’istruzione ha e deve avere nel nostro Paese.

Hanno detto che chi protesta era disinformato, non aveva capito bene di cosa parlava la riforma: le immagini delle manifestazioni, le voci raccolte dalle telecamere ci raccontano una storia diversa. Parlano di cittadini informati dei fatti, che non si sono lasciati ingannare dalle bugie di chi ha cercato di nascondere i tagli dietro una presunta riforma…

È una generazione preoccupata del proprio presente ma soprattutto del futuro, che pensa ai propri figli, anche a quelli che devono ancora arrivare, ai propri fratelli e ha capito che il governo intende fare cassa sulle spalle dei giovani italiani, come se non bastasse la precarietà quotidiana e l’assenza di certezze.

Hanno detto anche che chi alza la voce è un conservatore: lo abbiamo ribadito più volte, nessuno vuole difendere la scuola e l’Università così come sono.

Noi vogliamo una scuola inclusiva, in cui la regione di nascita non determini la maggiore o minore qualità dell’istruzione, o la possibilità concreta di studiare o meno.
Una scuola che, prima ancora che l’italiano o la matematica, insegni ad essere cittadini.
Vogliamo un’Università pubblica, di qualità, in cui s’investe nella valutazione e nel diritto allo studio come unici strumenti per permettere al  merito e al talento di venir fuori.

La trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato metterà a repentaglio la libertà della didattica e le pari opportunità.
Siamo il Paese di Dante e Leopardi: chi finanzierà la ricerca delle facoltà umanistiche?
Quale imprenditore può sostituire il pubblico senza guardare al profitto?

Questa battaglia è troppo importante per farci distrarre: dobbiamo andare avanti insieme, raccogliere le firme per il referendum e continuare a difendere il ruolo fondamentale dell’istruzione e della conoscenza.
Per il bene della nostra generazione e per il futuro del Paese.

(Dis)ordini professionali

08-09-2008 20:51:02

Credo che il clamoroso errore del ministro Gelmini, che per sostenere l’esame da avvocato ha pensato bene di andare al sud, ci offra un’importante occasione per affrontare seriamente la questione dell’accesso agli ordini professionali. Questione che riguarda migliaia di giovani ogni anno”.

Questa la dichiarazione di Pina.

“Il Paese non può più permettersi di sacrificare intere generazioni di talenti sull’altare di nepotismo, di caste e di interessi particolari. La chiave per il futuro del Paese è il binomio merito e pari opportunità.

Ma perché non rimangano soltanto parole vuote, abbiamo anche bisogno di coraggio e di una svolta davvero riformista: dobbiamo adeguare la normativa italiana a quella europea, colmando il clamoroso ritardo in cui ci troviamo, passando dal sistema rigido e corporativo degli ordini ad un sistema di associazioni private certificate e riconosciute da autorità pubbliche“.

“Abbiamo bisogno di una riforma ispirata alla strategia di Lisbona, che permetterà ai nostri talenti di non essere penalizzati e di avere le stesse opportunità rispetto ai colleghi europei“.

L’immagine è stata presa in prestito qui.

Sms un (po’ lungo!) x Giorgia

29-07-2008 12:02:09

imm_primopostthumbnail.jpgStamattina Giorgia Meloni, in un’intervista rilasciata al quotidiano ‘La Discussione’ dice di pensare, nei momenti di sconforto all’Uomo Ragno e alla frase che lo accompagna: da un grande potere deriva una grande responsabilità.

Cara Giorgia invece di pensare all’uomo ragno pensa a Mafalda, ai suoi ‘Basta!’, ai suoi ‘No!’, alle sue proteste contro le ingiustizie sociali.

Come puoi dire di ‘voler combattere la condizione di precarieta’ con la quale i giovani si confrontano giornalmente’ e poi sederti al tavolo del consiglio dei ministri e votare il testo del maxiemendamento che introduce la norma ‘anti-precari’ e che abroga la norma che regolava le ‘dimissioni in bianco’?

Una norma, quest’ultima, che colpirà prevalentemente le giovani donne che al momento dell’assunzione saranno nuovamente costrette a firmare una lettera di dimissioni, senza data, che  non è altro che un attentato al loro sacrosanto diritto alla maternità.

E’ questo il concetto di lotta alla precarietà che hai in mente?
Spero di no, e allora fatti sentire
.

Pensa a Mafalda.