Posts Tagged ‘cambiamento’

Aversa, piazza Bernini, oggi

18-03-2010 13:03:47

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Mi hanno mandato su Facebook questa foto scattata oggi ad Aversa: spiega meglio di tante parole i presunti miracoli del “Governo del Fare”.

Un mio manifesto della campagna elettorale del 2008 è scampato alle affissioni per le regionali: di “Politica Differenziata”, nella mia terra, ce n’è proprio bisogno…

Le parole contano di più del silenzio.

10-03-2010 16:17:53

peppe_diana.jpgParole coraggiose, quelle dei vescovi delle terre di frontiera. Dalle colonne di Famiglia Cristiana giunge una riflessione vera, fuori dai non detti e dalle ipocrisie, sul ruolo della Chiesa nella lotta alle mafie. Parole che suscitano la speranza di avere una Chiesa protagonista del cambiamento necessario, che è prima di tutto degli animi, delle coscienze, nei luoghi in cui le mafie esercitano la violenza e il controllo del territorio.Apprezzo davvero quanto sta emergendo nella riflessione in corso tra i vescovi del Mezzogiorno, e sono convinta che se Don Peppe Diana fosse ancora con noi, oggi si sentirebbe sollevato. Sarebbe felice, Don Peppe. Felice di sentire la sua Chiesa schierata in prima fila contro quei criminali che hanno violentato la sua terra, fino quasi a togliergli la voglia di futuro, nel silenzio assordante e qualche volta complice delle istituzioni, dei partiti, degli uomini e donne con responsabilità pubbliche.

Viviamo in un Paese in cui il rispetto delle regole non è richiesto né dovuto a chi governa, nemmeno per partecipare alle elezioni, come dimostrano i fatti degli ultimi giorni.

Ed è per questo che mi piace che si denunci non solo la mancanza di coerenza della politica, il coraggio che manca nell’affrontare a viso aperto le mafie, soprattutto là dove maggiormente sono presenti, ma anche la miopia delle scelte di risparmio sull’educazione, sulla cultura, che contribuiscono a creare terreno fertile per la riproduzione delle cosche.

Apprezzo l’idea di una mobilitazione della Chiesa sul territorio, contro il pizzo, l’usura, la corruzione, per smascherare la leggenda della “mafia devota”: la Chiesa contribuisca con ogni mezzo a fare la sua parte, a fare di più, a pretendere dalla politica risposte adeguate. Lo faccia però prendendo la parola, utilizzando le feste di Paese, le omelie, le occasioni pubbliche per fare cultura, per colmare i silenzi e battere l’omertà. Piuttosto che con uno sciopero elettorale, lo faccia contribuendo a denunciare le mancanze di chi governa, senza sconti per nessuno, con coerenza, fino in fondo.

Ci sia un appello alla partecipazione attiva della cittadinanza, anziché all’astensione, un richiamo ad appropriarci nuovamente della vita pubblica, soprattutto nelle aree di degrado e solitudine.
La Chiesa si faccia promotrice dell’azione, piuttosto che dell’astensione, aiutando le persone a sentirsi meno sole, costringendo la politica a sentirsi sotto il giudizio critico dei cittadini.

Perché, in questa battaglia, le parole contano più del silenzio.

Promuovere il merito

02-04-2008 15:01:18

A grande richiesta ecco il secondo intervento di Gian Matteo Centore sulla politica del merito e della valorizzazione del sapere.

Tu come la vedi?

(more…)

Campania differenziata

25-03-2008 16:28:50

imm_primopost.jpgMammamia, e come lo racconto questo inizio di campagna elettorale???

Ho le valigie stracolme dei sorrisi, delle parole, degli abbracci delle persone che incontro ogni giorno nel mio viaggio elettorale.
Ho il cervello appiccicato di emozioni e, giuro, ce n’è per tutti i gusti, dalla fatica dei ragazzi che instancabilmente mi danno una mano alla gioia per un sostegno inaspettato, fino alla delusione urlata di qualche cittadino. Di una cosa sono certa: le persone hanno voglia di raccontarsi, hanno voglia di raccontare le loro storie, le loro speranze e le loro incazzature.
E la politica, per una volta, deve stare ad ascoltare. Attenta.
Il mio pulmino, almeno, passa solo per quella strada lì.
Niente conferenze da capogiro, niente palchi, pochissimi microfoni. Abbiamo bisogno di essere tra la gente, nel senso di essere circondati dalle tante persone perbene che vivono qui, quelli che la mattina si alzano alle 7, tutti i giorni, e per andare all’università o al lavoro prendono un treno, magari in ritardo. Vogliamo essere al loro fianco, ascoltarli.

Questo il senso delle cose che, insieme a tanti, tantissimi amici sto facendo, la campagna elettorale è diventata un’occasione, il veicolo dei sogni e delle speranze di migliaia di ragazze e ragazzi. L’abbiamo incentrata sul recupero del senso di cittadinanza, nella convinzione che sono pochi gli ostacoli in grado di contrastare milioni di voci che chiedono il cambiamento.
I campani e gli italiani chiedono una Politica Nuova, una nuova generazione vuole legalità e non furbizie, più mobilità sociale e non chiusure, più attenzione e cura per l’ambiente e investimenti seri sulla conoscenza, che può diventare il motore per lo sviluppo di questa terra.
E voglio dirlo senza false modestie, stiamo già cambiando il volto della politica campana: di fronte all’emergenza rifiuti abbiamo scelto di recarci presso i condomini a fare la raccolta differenziata.
Di fronte al dramma dell’infiltrazione camorristica abbiamo regalato gli adesivi RIFIUTA IL PIZZO agli imprenditori e ai commercianti e ci siamo messi a disposizione delle associazioni che si battono contro il racket per affermare un nuovo senso civico.
Di fronte ai dati allarmanti sulla dispersione scolastica e alla fuga degli studenti del Mezzogiorno verso il nord invece, abbiamo, deciso di dedicare un’intera settimana al Sapere, agli Atenei e alle scuole delle nostre province…

Insomma, c’è tanta, tanta strada da percorrere e non voglio raccontare subito tutto, mi tengo qualche sorpresa in serbo per i prossimi giorni.
Ma una cosa voglio dirla - anzi urlarla - subito, con tutta la forza che ho: siamo pronti a dare tutto quello che abbiamo per fare quello che sembrava impossibile - ricostruire la politica di questa terra, palmo a palmo, centimetro per centimetro.
Questo è l’obiettivo che il Piddì sta realizzando, la meta del nostro viaggio.
Vi aspetto a bordo!

A presto.
Pina