Posts Tagged ‘gomorra’

Gruppo Facebook “Casalesi” a sostegno della camorra: denunciamoli!

21-04-2010 15:57:21

imm_primopostthumbnail.jpgPiù di 400 iscritti, messaggi in bacheca dal contenuto violento, foto che ritraggono persone armate, cognomi più che noti in quel di Casal di Principe, terra d’azione del clan dei Casalesi.

Ho aperto un gruppo anch’io: “Rimuovere il gruppo “Casalesi”" per raccogliere la protesta degli utenti che si sentono feriti e indignati da una tale ostentazione di impunità e di orgoglio camorrista.

Il compito di tutti noi è molto semplice:

1)      Andare sulla pagina del gruppo “Casalesi”, cliccare su “Segnala” e inviare agli amministratori di Facebook il messaggio automatico che compare per chiedere l’immediata rimozione della pagina.

 2)      Cliccare su http://www.poliziastato.it/pds/file/files/uffici_mail_postale_6_2008.pdf, cercare l’indirizzo mail dell’ufficio di Polizia Postale più vicino a noi e inviare una segnalazione.

L’obiettivo non è solo cancellare il gruppo da Facebook, ma anche quello di spingere la polizia postale a una maggiore vigilanza e prevenzione su come i mafiosi e i camorristi utilizzano il web per comunicare tra di loro.

Basta scorrere i messaggi in bacheca per rendersi conto che in questo caso, come in molti altri che ho denunciato, spazi pubblici e aperti a tutti vengono utilizzati da affiliati e latitanti per comunicare tra di loro, oltre che per una operazione “pubblicitaria”.

Il Ministro Maroni non ha mai risposto a nessuna delle interrogazioni che ho presentato in proposito: credo sia un nostro preciso diritto sapere cosa fanno le forze di polizia in questo nuovo ambito, complesso e fondamentale.

Sappiamo che i criminali utilizzano Skype, perché esente da intercettazioni. Sappiamo che si parlano su You Tube, fra i commenti dei video di cantanti neomelodici. Sappiamo che usano Facebook, dove abbondano i gruppi per questo o quel boss latitante.

Si dovrebbe affrontare la questione evitando azioni mediatiche inutili se non dannose, come quelle che introducono forme più o meno improbabili di censura sul web.

Il punto infatti non è la censura: qualunque azione di controllo “preventivo” non sarebbe accettabile, proprio perché internet si basa sullo scambio di informazioni in tempo reale. Il punto vero è sapere se c’è un’attenzione adeguata, con mezzi adeguati, da parte delle forze di polizia per seguire le tracce dei crimini che corrono sul web.

Ci sono già  tre mie interrogazioni parlamentari a cui Maroni potrebbe rispondere, per aiutarci a capire tutto questo:

-         una sull’uso di You Tube, Skype e le altre tecnologie Voip da parte dei camorristi

-         una sul gruppo Facebook (poi rimosso) in onore del boss Giuseppe Setola (mandante della strage di Castelvolturno)

-         infine quella presentata ieri, su quest’ultima bella scoperta del gruppo “Casalesi”.

 Arriverà qualche risposta? Oppure dobbiamo accontentarci delle conferenze stampa che celebrano la Polizia Postale, confidando che dietro a ognuna di queste pagine ci sia almeno un onesto servitore dello Stato che identifica criminali e camorristi?

Una giornata di sole, a Caserta

17-01-2010 18:25:29

C’è il sole stamattina a Caserta, e la parola fine scritta a 25 anni di storia criminale, nel maxi processo più grande mai giunto in Cassazione, dopo quelli istruiti da Falcone e Borsellino, ha davvero il sapore della giustizia: lo Stato ha regolato i conti con la “vecchia guardia” dei casalesi. In molti parlano di una sentenza pulita, che rende onore allo straordinario impegno dei magistrati e delle forze dell’ordine: il processo di primo grado ha visto 106 imputati con 77 capi d’imputazione, 410 milioni di euro sequestrati, diversi beni requisiti e 630 udienze. La radio mi ripete la bella notizia, e mi viene voglia di vedere i miei amici, quelli che ci sono sempre quando succedono cose importanti.Festeggiamo con cornetto e cappuccino in un bar del corso e discutiamo di come l’impegno per denunciare, per agire nella legalità, per liberare la Campania e l’Italia dalla camorra deve trarre dalla sentenza di oggi nuova linfa e nuovo coraggio. Ci ripetiamo che è il momento di andare fino in fondo, per arrivare alla cattura dei due “reggenti” Iovine e Zagaria, e per spezzare in maniera definiva i legami criminali nell’economia, nell’impresa e nella politica.

Nelle nostra parole c’è una euforia insolita, ci godiamo sollevati il sole di gennaio, e questa vittoria tanto attesa. Prima di andare via sfoglio i quotidiani, scopro che tutti stamattina si occupano di questo fazzoletto di terra: la notizia che i 16 ergastoli ai boss del clan sono stati confermati, e che tutti i ricorsi sono stati respinti ha fatto il giro delle redazioni dei più importanti quotidiani nazionali.

Ne sono felice, perché so che oggi la parte perbene di questa provincia si sente meno sola. Mi viene in mente il lavoro di uno scrittore coraggioso che ai casalesi ha dato un nome e un volto, e che ha permesso attraverso il suo racconto di rendere nota al mondo la loro ferocia. Senza l’impegno di Roberto Saviano tutta questa attenzione non ci sarebbe stata. Ed è a lui che va il mio grazie in una bella giornata, non solo per la Campania, ma per l’intero Paese e le sue istituzioni.

Spartacus: sentenza storica, ora lotta alla camorra vada fino in fondo

16-01-2010 13:09:22

La sentenza in Cassazione al processo Spartacus scrive la parola fine di una vicenda giudiziaria di fondamentale importanza per la Campania e per tutto il Paese.Il maxi-processo Spartacus è il più grande mai giunto in Cassazione, dopo quelli contro Cosa Nostra istruiti dai giudici Falcone e Borsellino: gli ergastoli assegnati ai boss, le 630 udienze, i 126 imputati con 77 capi d’accusa, il sequestro di 410 milioni di euro al clan dei Casalesi, la confisca di diversi beni di camorra, sono le cifre della scia di sangue, violenze, crimini commessi.

Questa sentenza rappresenta una vittoria dei magistrati capaci, delle forze dell’ordine, ma è una vittoria anche di tutti i campani, di tutti gli italiani, a cui hanno contribuito tanti giovani, volontari, , giornalisti e scrittori, che ai Casalesi hanno dato un nome e un volto, che hanno permesso attraverso il racconto, la protesta e l’impegno di rendere nota al mondo la ferocia della camorra, per riscattare e liberare la nostra terra.

Ora è il momento di andare fino in fondo, per arrivare alla cattura dei due boss latitanti Iovine e Zagaria, per spezzare i legami criminali nell’economia, nell’impresa e nella politica. L’impegno per denunciare, per agire nella legalità, per liberare la Campania e l’Italia dalla camorra deve trarre dalla sentenza di oggi nuova linfa e nuovo coraggio.

Saviano, la scorta e la forza delle parole.

14-10-2009 18:45:23

 Mi è dispiaciuto leggere stamattina sui maggiori quotidiani nazionali le riflessioni di un investigatore capace come Vittorio Pisani, che in sostanza si chiede: come può un libro valere più di mille arresti, processi e indagini?

 La risposta, che evidentemente dovrebbe conoscere anche Pisani, sono i lettori, che possono essere un’arma più forte di qualsiasi altra. Dovremmo averlo imparato: le mafie dobbiamo combatterle prima ancora che con la repressione, nella testa, nella carne e nel sangue delle persone.

 La criminalità organizzata non è un problema di ordine pubblico, altrimenti non si spiegherebbe, per esempio, come due ragazzini di Grazzanise di dieci e di tredici anni possano vandalizzare la loro scuola con scritte inneggianti la camorra.

Dobbiamo interrogarci su quello che prende forma nella testa dei ragazzi della mia terra, per arrivare a pensare al boss come una sorta di mito, alla camorra come scelta di vita. E cosa ci può aiutare? Il racconto della verità, prima di tutto. Perché gli uomini di camorra temono di più di ogni altra cosa la verità, la rivelazione dell’orrore nascosto dietro un’immagine finta, contraffatta, di valore e di successo. 

Per questo ha ragione il procuratore aggiunto di Napoli, coordinatore del pool che indaga sui casalesi, Federico Cafiero De Raho, a dire che “Saviano è il testimone di una battaglia civile in cui tanti si riconoscono” perchè “ha smosso le coscienze e diffuso una conoscenza che era di pochi, diventando un emblema della lotta alla camorra”.

Nel nostro Paese c’è un prima e dopo Gomorra, questa è la verità, e oggi quello che accade in provincia di Caserta, non è più un problema di una piccola e sperduta provincia dimenticata da Dio.

La forza delle parole  di Saviano, ha superato quella di qualunque altro strumento a tutela della libertà e della giustizia. 

Per questo dovremmo ringraziarlo e basta. Almeno io, da casertana sento davvero di farlo, augurandogli anche che presto possa semplicemente aprire la porta, uscire per una passeggiata e fermarsi a guardare la luce, il cielo, la folla.

 Come ha fatto poco tempo fa, per un lungo attimo, dal palco di Piazza del Popolo, prendendosi l’abbraccio affettuoso ed entusiasta di tutti i manifestanti che, come tutti gli italiani, per quello che ha fatto gli sono davvero grati.