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Marcia indietro

12-12-2008 20:14:48

Arriva finalmente un primo stop ai provvedimenti sulla scuola maggiormente contestati in questi mesi.
Chiedevamo da tempo che il Ministro dell’Istruzione prendesse atto del malcontento presente nel Paese
, concedendo almeno il tempo per una discussione approfondita, per un confronto vero con le parti sociali ma soprattutto con i giovani che si sono mobilitati, preoccupati per il proprio futuro e per il destino di scuola e università”

Questa la dichiarazione di Pina, che aggiunge:

Le manifestazioni, le assemblee, le lezioni in piazza sono servite a qualcosa, per questo accogliamo con sollievo la notizia che la riforma degli indirizzi nelle scuole superiori venga rimandata, che il maestro unico sia una soluzione a scelta delle famiglie, che i piani orari siano stati ritoccati per limitare il taglio di ore indispensabili e che si avvii un confronto sui precari della scuola.
Bene anche aver congelato l’aumento del numero di studenti per classe e il taglio degli insegnanti di sostegno.”

Ora è necessario riprendere la discussione anche sull’università, ritirando i provvedimenti più contestati, come quello sulle fondazioni, per dare il via a una riforma che non sia il taglio indiscriminato alle risorse e alla qualità ma che fornisca risposte alla crisi per garantire il futuro dei giovani.
Ai ragazzi che anche oggi stanno manifestando in diverse città italiane dico di non scoraggiarsi, perché i primi effetti del loro impegno stanno arrivando.”

L’immagine - Maria Stella su YouTube - è stata presa in prestito qui.

L’Onda della Speranza

04-11-2008 00:21:35

imm_primopostthumbnail.jpgLa marea tranquilla che in queste settimane ha invaso le strade e le piazze, con lezioni all’aperto, assemblee, manifestazioni, è una grandissima lezione di democrazia: ragazze e ragazzi insieme a maestre, insegnanti, bambini e famiglie fianco a fianco in un movimento colorato, pacifico, del tutto autonomo, in difesa del ruolo che l’istruzione ha e deve avere nel nostro Paese.

Hanno detto che chi protesta era disinformato, non aveva capito bene di cosa parlava la riforma: le immagini delle manifestazioni, le voci raccolte dalle telecamere ci raccontano una storia diversa. Parlano di cittadini informati dei fatti, che non si sono lasciati ingannare dalle bugie di chi ha cercato di nascondere i tagli dietro una presunta riforma…

È una generazione preoccupata del proprio presente ma soprattutto del futuro, che pensa ai propri figli, anche a quelli che devono ancora arrivare, ai propri fratelli e ha capito che il governo intende fare cassa sulle spalle dei giovani italiani, come se non bastasse la precarietà quotidiana e l’assenza di certezze.

Hanno detto anche che chi alza la voce è un conservatore: lo abbiamo ribadito più volte, nessuno vuole difendere la scuola e l’Università così come sono.

Noi vogliamo una scuola inclusiva, in cui la regione di nascita non determini la maggiore o minore qualità dell’istruzione, o la possibilità concreta di studiare o meno.
Una scuola che, prima ancora che l’italiano o la matematica, insegni ad essere cittadini.
Vogliamo un’Università pubblica, di qualità, in cui s’investe nella valutazione e nel diritto allo studio come unici strumenti per permettere al  merito e al talento di venir fuori.

La trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato metterà a repentaglio la libertà della didattica e le pari opportunità.
Siamo il Paese di Dante e Leopardi: chi finanzierà la ricerca delle facoltà umanistiche?
Quale imprenditore può sostituire il pubblico senza guardare al profitto?

Questa battaglia è troppo importante per farci distrarre: dobbiamo andare avanti insieme, raccogliere le firme per il referendum e continuare a difendere il ruolo fondamentale dell’istruzione e della conoscenza.
Per il bene della nostra generazione e per il futuro del Paese.