PER CHI NON SUONERA’ LA CAMPANELLA…
08-09-2009 19:26:38Per qualcuno l’estate è il momento del riposo, il momento per ricaricare le pile, per arrivare pronti a una nuova stagione di impegni e di lavoro.
Per alcuni, no.
Per alcuni agosto è un mese di attesa snervante, accanto al telefono che deve squillare e che sembra non squillare mai. E’ la vita dei precari della scuola, che da anni, alcuni di loro da più di dieci anni, passano l’estate in attesa della chiamata che comunica l’attribuzione di un incarico annuale.
Un anno di lavoro, un anno di stipendi, in qualunque scuola, magari anche molto lontana da casa. Un anno di lavoro dopo esperienze maturate nella precarietà, tante energie investite che servono soprattutto a fare punteggio, per scalare infinite graduatorie verso l’incarico a tempo indeterminato.
Fa davvero impressione pensare che a fare questa vita sono le stesse persone a cui noi affidiamo i nostri figli. Sono educatori, professori, insegnanti di sostegno, tecnici di laboratorio, personale amministrativo, sono coloro che con la propria capacità e la propria professionalità possono cambiare la vita dei ragazzi e delle ragazze, dare loro una possibilità nel mondo, guidarli alla scoperta di passioni e interessi.
Domani andrò a trovare gli oltre 800 precari della provincia di Caserta, che da giorni manifestano con un sit in il dramma che stanno vivendo: la chiamata non è arrivata e dopo l’estate li attende un lungo, lunghissimo inverno, senza poter contare su nessun tipo di ammortizzatore sociale.
Bisogna battersi e ottenere risposte dal Governo per fermare i tagli devastanti messi in campo, che non colpiranno “soltanto” i 150.000 posti di lavoro in meno, ma anche la qualità della scuola, con la perdita di laboratori, indirizzi, sperimentazioni, con classi più numerose e cattedre vacanti.
“Aprire una scuola è chiudere una prigione”, diceva Victor Hugo. Mai parole più appropriate per il futuro dell’Italia e di terre come la Campania e la provincia di Caserta..







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